Il mio lavoro inizia prima della comunicazione. Non perché la comunicazione non conti — ma perché senza una direzione
chiara, comunicare di più non risolve niente. Spesso lo complica.
Ho capito questo lavorando per oltre vent’anni in contesti molto diversi.
In Accenture, dove per sei anni ho lavorato su architettura
dell’informazione e progettazione di prodotti digitali complessi —
per banche, assicurazioni, istituzioni culturali come il Teatro alla Scala.
Lì ho imparato a costruire struttura prima che forma, a rendere la
complessità navigabile.
Poi in agenzia, dove per sette anni ho costruito e gestito comunità
digitali da decine di migliaia di persone per brand come Schneider
Electric e Boehringer Ingelheim. Lì ho imparato come si costruisce
fiducia nel tempo — e quanto conti avere una direzione prima di aprire bocca.
Poi in proprio, affiancando professionisti, organizzazioni e territori
nei momenti in cui il racconto non teneva più il passo con ciò che
stavano diventando.
Il filo che tiene insieme tutto questo
Non è il settore. È il tipo di problema: capire chi si è, cosa rende
unico un progetto, quale direzione vale la pena costruire.
Questo è il lavoro che faccio con destinazioni turistiche,
organizzazioni culturali, fondazioni, enti territoriali e progetti
complessi. Prima di scegliere strumenti e canali. Prima della comunicazione.
Questo approccio ha un nome
Si chiama Un’Altra Strada. È il progetto con cui accompagno
organizzazioni, territori e iniziative ad alto impatto nei processi
di chiarificazione dell’identità, costruzione della direzione e
definizione di una narrazione condivisa.
Dove ho parlato e insegnato
BTO | Be Travel Onlife, Firenze — Speaker
Milano Digital Week — Relatrice e organizzatrice
IULM — Docenza nel Master in Comunicazione Internazionale
HIA, Hospitality Innovation Academy — Docenza
Confartigianato Imprese, APA Monza e Brianza — Docenza