Mi chiamo Cristiana Stradella. Lavoro con destinazioni turistiche, organizzazioni culturali e progetti complessi quando serve chiarire una direzione prima di comunicare — sia all’inizio di un progetto, sia quando il racconto non tiene più il passo
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I segnali che riconosco
| Hai molto da dire ma non sai come farlo
| Produci contenuti, ma il messaggio non tiene
| Parli “a tutti” senza che emergano un’idea e una identità chiara
| Cambi tono, temi o formati, rincorrendo ciò che funziona altrove
In questi casi, il punto di ingresso non è fare di più.
È fare ordine.
Da dove si inizia
Il lavoro può iniziare in due modi diversi, a seconda del momento in cui si trova il progetto.
Call di orientamento (60 minuti)
La call di orientamento serve quando il progetto è all’inizio oppure quando c’è confusione su cosa affrontare per primo. In 60 minuti lavoriamo per chiarire il punto in cui si trova il progetto, quale livello va presidiato ora e se un lavoro strutturato di messa a fuoco è ciò che serve davvero.
È un primo passo concreto, non una consulenza continuativa e non produce materiali operativi.
→ Prenota una call di orientamento
Audit narrativo e strategico
L’audit è il primo lavoro strutturato. Serve quando il progetto ha bisogno di una direzione chiara prima di prendere decisioni operative. È un intervento circoscritto, con un inizio e una fine, pensato per chiarire cosa conta davvero, cosa può restare fuori e con quali criteri prendere le decisioni successive.
Non serve a produrre contenuti né a definire azioni. Serve a rendere il progetto leggibile — dall’interno e verso l’esterno.
→ Cosa ottieni dall’audit
L’audit produce una direzione leggibile, su cui è possibile lavorare senza aggiungere complessità. In pratica, chiarisce:
- cosa vale la pena tenere al centro del racconto
- cosa può restare fuori senza perdere senso
- quali scelte oggi generano dispersione
- quali criteri usare per decidere cosa fare dopo, e cosa no.
Il valore dell’audit non è nelle risposte immediate, ma nella possibilità di prendere decisioni più leggere e coerenti nel tempo.
→ Come si svolge l’audit
L’audit si sviluppa in tre passaggi chiari, pensati per mettere a fuoco il progetto senza appesantirlo. Il risultato non è un elenco di azioni. È una bussola.
1 Analisi e ascolto
Raccolgo e leggo i materiali esistenti (sito, testi, progetti, comunicazione pubblica) e inquadro il contesto.
2 Confronto diretto
Una conversazione guidata per far emergere ciò che spesso resta implicito: intenzioni, frizioni, non detti, priorità.
3 Restituzione
Una restituzione strutturata e utilizzabile, che chiarisce la direzione e le scelte conseguenti.
→ Cosa non include
Per chiarezza: questo lavoro non comprende promozione e campagne, gestione continuativa dei canali social, produzione di contenuti senza una direzione condivisa, piani editoriali senza criteri. Queste attività hanno senso solo dopo che una direzione è stata chiarita.
Dopo l’audit, come si può proseguire
Una volta chiarita la direzione, il lavoro può fermarsi lì oppure proseguire, a seconda delle esigenze del progetto. Quando ha senso andare avanti, il percorso può includere:
|Accompagnamento strategico
Per mantenere la giusta direzione nel tempo e non perdere il ritmo
|Progettazione narrativa
Quando serve dare forma a strutture o format di contenuto
|Formazione strutturata
Per allineare le persone del team sulla direzione trovata
Non è un passaggio automatico. Si prosegue solo se è utile al progetto e solo se la direzione resta il punto fermo.
→ Scopri di più sulla formazione
Come iniziare
Basta condividere poche cose: che progetto è, in che momento si trova, quale confusione senti oggi. Da lì capiremo insieme se e come lavorare. Capire se e come lavorare insieme fa parte del lavoro.