Il 9 ottobre, a Maida, vicino a Lamezia Terme, sono intervenuta al Forum “Il futuro del turismo è lento”, nell’ambito del Green Road Award in tour. Il titolo della mia presentazione era “Farsi trovare, farsi scegliere: l’AI per le imprese del turismo lento”.
Un piccolo dietro le quinte. Per arrivare a Maida ho preso un aereo per la prima volta dopo quindici anni (non giudicatemi): per una che si occupa di turismo lento, un’ironia che non mi è sfuggita. E, come faccio sempre, ho studiato molto per preparare l’intervento. Non volevo portare l’ennesima carrellata di strumenti, ma qualcosa che le persone in sala potessero usare davvero, già dal giorno dopo.
È stata una bella esperienza, soprattutto per le persone che ho incontrato: gli altri relatori, con cui è stato naturale continuare il confronto anche fuori dalla sala, e i giornalisti presenti. E poi sono stata coccolata (e rimpinzata) da Mariangela Costantino, da suo marito e da tutto lo staff, dell’Agriturismo Costantino, perché una buona ospitalità racconta il turismo lento meglio di qualsiasi slide. Tornata a casa, mi è venuta voglia di riprendere qui il ragionamento: quindici minuti bastano per aprire qualche domanda, meno per accompagnarla fino in fondo.
Ho cominciato il mio intervento con una battuta: di intelligenza artificiale non se ne può più. Ne parlano tutti, dappertutto, e capire cosa farci davvero sembra sempre più difficile. Per questo ho proposto di chiudere il mio intervento ancora prima di cominciarlo… Quando si parla di AI, il dibattito si polarizza tra entusiasmo totale e diffidenza abissale. E in un settore in cui la relazione umana è il cuore di tutto, la paura più diffusa è che l’AI spersonalizzi il rapporto con le persone.
I numeri confermano questa doppia anima. Secondo un’indagine YouGov di marzo 2026, il 44% degli intervistati ha già usato strumenti di intelligenza artificiale per organizzare un viaggio e il 61% pensa di farlo per la prossima vacanza. La fiducia, però, ha delle condizioni: più della metà di chi usa l’AI (53%) vuole comunque una verifica umana. E i timori sono molto concreti: informazioni inesatte o non aggiornate (32%), contenuti standardizzati e poco autentici (32%), mancanza di contatto umano (26%). Sono, quasi parola per parola, i temi di questo articolo.
Poi, invece di chiudere, sono partita da una domanda semplice: come si incontrano una persona che desidera un certo viaggio e un’impresa che può aiutarla a viverlo? L’intelligenza artificiale aggiunge un passaggio a questo incontro. Per capire cosa possiamo farcene, però, conviene partire dalle persone. Sullo sfondo c’è una convinzione che regge tutto il resto: prima viene la direzione, poi la comunicazione. Sapere chi si è e per chi si lavora viene prima di qualsiasi strumento.
Una coppia, due biciclette e parecchie domande
Immaginiamo una coppia che voglia trascorrere quattro giorni in bicicletta in Calabria, a ottobre. Non ha ancora scelto dove dormire o quali percorsi fare. Sa che vuole pedalare senza fretta, evitare il traffico, scoprire piccoli borghi e mangiare bene. Possibilmente arrivando in treno e noleggiando due e-bike.
Non è un caso di nicchia. Secondo il rapporto Viaggiare con la bici 2026 di Isnart e Legambiente, nel 2025 le presenze cicloturistiche in Italia sono state circa 49 milioni, con un impatto economico di circa 6,4 miliardi di euro. E sei cicloturisti su dieci decidono online.
Da qualche parte c’è una struttura adatta: ha un deposito bici custodito, prese per la ricarica, collabora con un noleggiatore e può organizzare il trasferimento dalla stazione. Magari conosce anche una guida capace di aiutare gli ospiti a scegliere i percorsi in base alla loro esperienza.
La coppia, però, non sa che esiste.
Può cercare “hotel bike friendly Calabria”. Oppure può descrivere a un assistente AI il viaggio che ha in mente, con esigenze e vincoli, e chiedere proposte. Per l’operatore cambia la domanda da porsi: dalle informazioni disponibili online, si capisce a quali bisogni so rispondere?
“Autentico” non dice dove mettere la bicicletta
Ci sono due modi di descrivere una proposta turistica. Il primo suona più o meno così:
Un’esperienza autentica nel cuore di un territorio incontaminato, tra natura, tradizioni e sapori.
Una frase familiare. Potrebbe descrivere una struttura, un’escursione o una confezione di biscotti…
Il secondo spiega i servizi: deposito bici chiuso, ricarica, transfer su prenotazione, noleggio tramite un partner, itinerari con indicazioni su distanza, dislivello e fondo.
Abbiamo un deposito bici chiuso e prese per la ricarica. Il transfer dalla stazione e il noleggio e-bike tramite un partner sono disponibili su prenotazione. A ottobre proponiamo tre itinerari ad anello di 30–40 km tra borghi e boschi, su strade a basso traffico, con tracce GPX e indicazioni su dislivello e fondo. Vi segnaliamo dove mangiare cucina locale lungo il percorso. Una guida è disponibile su richiesta.
La differenza è che, leggendo la seconda descrizione, la nostra coppia può cominciare a decidere. Può capire se riuscirà ad arrivare senza auto, dove custodirà le biciclette e se i percorsi saranno adatti alle sue capacità.
La precisione è una forma di attenzione verso chi deve scegliere.
Vale per una persona che legge il sito e per un sistema che consulta le informazioni per formulare una risposta. Non garantisce di essere suggeriti dall’AI, ma rende l’offerta più comprensibile, più facilmente indicizzabile e più utile nelle risposte generate dai motori di ricerca e dagli assistenti AI.
Dall’informazione alla prenotazione
Nelle settimane prima del forum sono arrivati alcuni annunci che rendono il discorso ancora più concreto. Google ha cominciato a introdurre in AI Mode la prenotazione degli hotel: si descrive il viaggio, si sceglie la struttura e si conclude la prenotazione senza lasciare la ricerca, appoggiandosi a partner come Booking.com, Expedia e grandi catene alberghiere. Meta ha lanciato Muse, un agente personale che tra i suoi compiti include l’organizzazione dei viaggi. OpenAI ha presentato Dots, agenti che lavorano in background sui compiti che gli vengono affidati.
Per ora queste funzioni sono disponibili soprattutto negli Stati Uniti e in inglese. La direzione però è chiara: l’assistente non si limita più a suggerire, comincia a scegliere e a prenotare per conto delle persone. Per decidere usa le informazioni che trova: prezzi, disponibilità, condizioni di cancellazione, servizi. Se sul vostro sito mancano, sono difficili da leggere o non coincidono con quelle dei portali, la prenotazione rischia di passare altrove, spesso attraverso un intermediario.
Il rischio che vedo è che a pagare questa trasformazione siano proprio le piccole imprese del turismo lento: strutture familiari, guide, noleggiatori che non hanno accordi con le grandi piattaforme e spesso nemmeno il tempo di aggiornare il sito. La risposta, però, non è inseguire ogni nuovo strumento. È fare con più cura ciò che serve comunque ai viaggiatori: sapere chi siete, per chi lavorate, e dirlo con informazioni chiare, verificabili e uguali ovunque.
I dati utili sono anche nelle domande degli ospiti
Quando parliamo di dati, è facile immaginare software, grafici e strumenti costosi. Una parte del lavoro può cominciare dalle email, dalle richieste di informazioni e dalle recensioni.
- “Come arriviamo dalla stazione?” segnala un’incertezza concreta.
- “Ci hanno aiutato a scegliere il percorso giusto” racconta un valore che forse, sul sito, occupa appena due righe.
- “Non avevamo capito che il servizio andasse prenotato” indica un’informazione da rendere più visibile.
Raccogliere queste osservazioni permette di capire cosa spiegare meglio e, talvolta, cosa migliorare nell’offerta. L’AI può aiutare a raggruppare le richieste per tema (prima di dare in pasto informazioni all’AI, togli nomi e dati personali dai testi).
Farsi trovare è solo metà del lavoro
Torniamo alla coppia. Ha individuato tre strutture, tutte con deposito bici, ricarica, itinerari e transfer.
Ora deve scegliere.
Prezzo, posizione e disponibilità contano. Conta anche riuscire a immaginarsi in quel posto: capire che tipo di ospitalità troverà, quale rapporto avrà con il territorio e che esperienza potrà vivere.
Se tutti sono bike-friendly, sostenibili, autentici, immersi nella natura e amanti del territorio, è un problema: si diventa anche intercambiabili.
E qui entra l’identità: ciò che si è, le scelte che si fanno, le persone per cui un operatore ha costruito la propria proposta. Il racconto serve a rendere visibili queste cose, attraverso fatti ed esempi che trovino conferma nell’esperienza.
Per questo, quando lavoro con un’impresa o un territorio, tengo sempre insieme tre elementi:
- Dati: cosa cercano le persone, quali dubbi esprimono, cosa ricordano.
- Identità: cosa offrite, per chi e con quale approccio.
- Racconto: come rendete tutto questo comprensibile e riconoscibile.
Il turismo lento si costruisce anche tra operatori
Il viaggio della nostra coppia dipende da più soggetti: struttura, noleggiatore, guida, trasporto, ristorazione. Per questo la chiarezza riguarda anche le relazioni tra chi lavora sul territorio. Se il sito della struttura riporta un orario e quello del noleggiatore ne riporta un altro, il viaggiatore deve risolvere la contraddizione. Un assistente AI che consulta entrambe le fonti può riportare un’informazione sbagliata.
Confrontare servizi, condizioni e informazioni pubblicate con i propri partner è un lavoro poco spettacolare. Ma può rendere un’esperienza molto più semplice da organizzare e ridurre il rischio di informazioni incoerenti nei risultati di ricerca e nelle risposte degli assistenti AI.
Otto domande, otto fatti
Ecco otto domande a cui un viaggiatore dovrebbe poter trovare risposta prima di prenotare. Sono utili a chi gestisce una struttura, propone escursioni, noleggia biciclette o accoglie le persone a tavola. Provate a rileggere le vostre pagine cercando queste risposte.
- Cosa offrite, esattamente?
Qual è il servizio? Che cosa comprende e che cosa resta escluso? - Dove siete, come vi raggiungo?
Indirizzo, mezzi disponibili e indicazioni per l’ultimo tratto. Per chi arriva senza auto, il viaggio non finisce alla stazione. - Quando siete disponibili?
Stagioni, giorni e orari. Se un servizio è disponibile soltanto in alcuni periodi o su richiesta, deve essere chiaro. - Quanto costa, a che condizioni?
Prezzi, servizi inclusi e condizioni di cancellazione. Le informazioni devono permettere di capire quale impegno comporta la prenotazione. - Avete ciò che mi serve?
È il dettaglio che può decidere la scelta. Per la nostra coppia potrebbe essere il deposito bici chiuso, una presa per la ricarica o una traccia GPX. Per altri ospiti sarà diverso: sapete qual è? - Come prenoto? E se va storto?
Canali di prenotazione, tempi di risposta, lingue e contatti a cui rivolgersi quando c’è un problema. - È adatto a me?
Per chi è pensata la proposta e per chi potrebbe non essere adatta? Difficoltà dei percorsi, preparazione richiesta e limiti del servizio aiutano a scegliere con consapevolezza. - Perché voi?
Una ragione concreta per preferirvi. Può essere la capacità di accompagnare chi è alla prima esperienza in bicicletta, se trova conferma nei servizi e nelle competenze che mettete a disposizione.
Le ultime due domande richiedono di prendere posizione. Spiegare per chi una proposta non è adatta rende più credibili le promesse. Individuare una ragione concreta per scegliervi obbliga a mettere a fuoco ciò che vi distingue.
Le risposte devono essere precise, aggiornate e coerenti ovunque compaiano: sul sito, nella scheda Google, sui portali e nei canali dei partner. Il viaggiatore deve poter organizzare il proprio viaggio senza ricomporre informazioni mancanti o contraddittorie.
Da queste otto domande può cominciare una revisione completa della comunicazione.
Da dove cominciare, concretamente
Se dovessi indicare tre gesti da fare nell’arco di una settimana, sarebbero questi.
Chiedere. Descrivete a un assistente AI con ricerca sul web un viaggiatore reale: periodo, modo di arrivare, esigenze. Chiedete quali proposte suggerirebbe nella vostra zona e su quali fonti si basa, senza nominare la vostra attività. (Una singola risposta è un’osservazione, non una classifica.)
La risposta non siete voi ma una lista di competitor?
Confrontare. Guardate i loro canali: le informazioni sono chiare e coerenti dappertutto? Ora guardate i vostri: rileggete i testi del sito, la scheda Google, i vostri canali social, la vostra scheda sui siti dei partner con gli occhi di quel viaggiatore. Le risposte coincidono? È chiaro cosa comprende l’offerta? Si capisce a chi è adatta?
Correggere. Scegliete anche una cosa sola: la pagina “Come arrivare”, la descrizione di un servizio, una scheda viaggio. L’AI può aiutare nella revisione, se partite da fatti verificati e le chiedete di segnalare le informazioni mancanti senza inventarle.
Sul palco e fuori: non tutti d’accordo
La parte più viva della giornata è stata il confronto. Con Nicola Porro, moderatore del forum e grande appassionato di intelligenza artificiale, la conversazione è cominciata sul palco ed è continuata fuori, tra esempi, domande e uno scambio di esperienze.
Michil Costa, invece, non era d’accordo praticamente con nulla di quello che avevo detto. Il suo punto: un turismo che funziona davvero nasce dall’identità dei luoghi, rispetta chi ci vive e crea un rapporto autentico tra residenti e visitatori. Bisogna partire dalla comunità.
Su questo siamo d’accordo, ed è esattamente ciò che intendo quando dico che prima viene la direzione. Ma l’intelligenza artificiale non va temuta e nemmeno demonizzata. Va capita, per metterla al servizio di un’identità che esiste già, non per sostituirla. Un luogo e la comunità che lo vive vengono sempre prima; l’AI, semmai, può aiutare a costruire un racconto coerente e ad avvicinare persone veramente interessate. La tecnologia può facilitare l’incontro. Il valore del viaggio lo fanno i luoghi e le persone.
La nostra coppia cerca un viaggio nel quale possa riconoscersi. Aiutarla significa rendere visibili servizi, collegamenti e ragioni per scegliere una proposta.
È questo il punto che volevo portare al forum: prima la direzione, poi la comunicazione. Anche nell’epoca dell’intelligenza artificiale.
Per ricevere le slide dell’intervento o approfondire questi temi con una consulenza, un workshop o un incontro formativo, potete scrivere a cristiana.stradella@gmail.com.
Che cosa significa usare l’AI nel turismo lento?
Significa utilizzare strumenti di intelligenza artificiale per analizzare le domande dei viaggiatori, migliorare i contenuti, rendere più chiare le informazioni e comprendere come viene percepita un’offerta turistica.
Che differenza c’è tra SEO, GEO e AEO?
La SEO riguarda la visibilità nei motori di ricerca. La GEO, o Generative Engine Optimization, riguarda la possibilità che un’attività venga citata nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale. L’AEO, o Answer Engine Optimization, punta a fornire contenuti chiari e strutturati che rispondano direttamente alle domande degli utenti.
Come può una struttura ricettiva farsi trovare dagli assistenti AI?
Deve pubblicare informazioni precise, aggiornate e coerenti su sito, scheda Google, portali e canali dei partner. È utile descrivere servizi, condizioni, accessibilità, collegamenti, destinatari dell’offerta e modalità di prenotazione senza affidarsi soltanto ad aggettivi generici.
Perché la precisione è importante nella comunicazione turistica?
Perché aiuta i viaggiatori a capire se una proposta risponde davvero alle loro esigenze. Inoltre, informazioni dettagliate e coerenti sono più facilmente utilizzabili dai motori di ricerca e dagli assistenti AI per formulare risposte pertinenti.
Da dove può cominciare un’impresa del turismo lento?
Può partire dalle domande ricevute dagli ospiti, confrontare le informazioni pubblicate sui diversi canali e correggere una pagina alla volta, iniziando dai contenuti più utili per organizzare il viaggio.
L’AI può prenotare un viaggio al posto del viaggiatore?
In parte sì. Da agosto 2026 Google permette di prenotare hotel direttamente da AI Mode, per ora negli Stati Uniti e in inglese, e agenti personali come Muse di Meta possono organizzare viaggi per conto delle persone. Per essere scelta, un’impresa deve rendere chiari e coerenti prezzi, disponibilità, condizioni di cancellazione e servizi.